La storia dell’olio si perde nella notte dei tempi: dalla colomba che torna sull’arca di Noè con un fresco ramoscello d’olivo, alla fondazione di Atene sulla cui Acropoli spunta un olivo perennemente carico di frutti, e poi i riferimenti sulla sacralità di quest’albero nella Bibbia, in Omero,negli scrittori latini. L’olio è presente nei riti offertori e purificatori, è offerto ai santi e ai defunti, è lucente sul corpo degli atleti nel mondo greco-romano, rappresenta in tutte le culture l’alleanza tra Dio e gli uomini e il suo carico di simboli religiosi è ancora vivo nelle tradizioni popolari abruzzesi.

La coltivazione dell’ulivo era assai praticata sin dall’antichità in Abruzzo, anche in zone come il Fucino: Virgilio ne attesta la presenza nella Marsica, mentre Ovidio ne documenta la produzione nella Valle Peligna, la sua coltivazione più rigogliosa spetta alla zona vestina e a Penne chiamata da Silio Italico “Pinnam Virentem”, la verdeggiante per la ricchezza degli olivi.

Nelle tradizioni folcloristiche abruzzesi l’olio e l’ulivo hanno un posto di notevole importanza. La presenza dell’olio in molte pratiche magico-religiose è ampiamente documentata. Le foglie di olivo vengono usate anche nei sortilegi: nella composizione del “breve”, il sacchettino confezionato dalla magare a scopo protettivo dagli influssi malefici. Inoltre, è credenza che le foglie di olivo, bruciate, tengano lontano il malocchio.

Segno di benessere, di ricchezza era il possesso dell’olio, la scorta per l’inverno, rimasta ancora oggi, in molte famiglie la “provvista” per la cattiva stagione.

La raccolta delle olive rappresenta sicuramente un momento importante del calendario agricolo: dai gesti antichi con cui esse si colgono ai canti che accompagnano l’operazione. L’olio è simbolo della luce nella tradizione popolare e l’albero e i suoi frutti si presentano con un carico di significati e di valori presenti in molte leggende, come quella secondo cui avrebbe protetto la Madonna col bambino, giunti in Abruzzo per sfuggire ai giudei, a nascondersi fra i rami di un ulivo che poi si trasformarono in capanna.

L’ulivo è il più prezioso degli alberi perché nulla di esso va perduto: è segno di pace dai tempi di Noè e in Abruzzo veniva scambiato tra gli sposi e le famiglie per rinsaldare i vincoli dell’amicizia. L’ulivo ha visto il trionfo di Gesù a Gerusalemme e la sua agonia nell’orto, la sua morte sulla croce che, sembra fosse fatta del suo legno, un rametto di ulivo benedetto viene messo in capo alletto per avere la buona notte, l’ulivo della domenica delle Palme è conservato per scongiurare la tempesta che minaccia il raccolto, è cenere di ulivo quella che viene messa sulla testa il mercoledì delle Ceneri oppure sparsa nei campi per tenere lontano i malefici, è legno di ulivo il “tecchio” che la notte di Natale si mette a bruciare nel focolare con dodici pezzetti più piccoli a ricordare Gesù e i dodici Apostoli.


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Olio Pretuziano delle Colline Teramane DOP

La zona di produzione delle olive destinate alla produzione di olio Pretuziano delle Colline Teramane interessa la fascia collinare che attraversa la provincia di Teramo, dalla prossimità del mare verso l'entroterra.

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Olio extravergine di oliva aromatizzato

All'olio extravergine di oliva vengono aggiunte piante aromatiche, quali salvia, alloro, rosmarino, timo selvatico, per un condimento di particolare intensità aromatica

Olio extravergine di oliva delle Valli aquilane

Prodotto tradizionale della Regione Abruzzo, l'olio deriva dalla spremitura di olive di numerose varietà quali la Rustica, la Gentile dell'Aquila, la Moraiolo, la Frantoio. E' caratterizzato da sentori fruttati di leggera intensità, erbacei con note piccanti e armoniche.

PRODOTTI

Olio monovarietà Carpinetana

Olio prodotto esclusivamente con olive della varietà "Carpinetana" tipiche ed autoctone della zona. Odore e sapore si presentano mediamente fruttati con sentore di mandorla verde. E' da preferire a crudo, ovunque si voglia esaltare un sapore 

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